Riforma dei commercialisti: cosa cambia per lo studio

Riforma dei commercialisti: cosa cambia per lo studio con la legge delega

Oct 09, 2026

La riforma dei commercialisti è una legge delega approvata dalla Camera il 23 settembre 2026 e ora all'esame del Senato. Non cambia ancora nulla nello studio: affida al Governo 12 mesi, dall'entrata in vigore della legge, per riscrivere il decreto legislativo 139/2005 su attività tipiche, società, incompatibilità, compensi, specializzazioni, tirocinio e Ordini.

Questa guida riassume cosa c'è davvero nel testo, cosa resta da decidere e cosa conviene fare oggi in studio, senza anticipare regole che ancora non esistono. Le fonti sono la scheda del provvedimento della Camera dei deputati (aggiornata il 18 settembre 2026), il comunicato del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili del 23 settembre 2026 e gli articoli di Edotto ed Eutekne del 24 settembre 2026.

In questa guida: a che punto è la riforma, attività tipiche e società, compensi e incompatibilità, specializzazioni e tirocinio, Ordini e assicurazione, cosa fare oggi in studio, domande frequenti.

A che punto è la riforma dei commercialisti?

La riforma ha superato il primo dei due passaggi parlamentari. Secondo Edotto (24 settembre 2026), la Camera ha approvato il disegno di legge A.C. 2628 il 23 settembre 2026 con 145 voti favorevoli e 80 astensioni. Il testo passa al Senato, dove secondo Finanza e Fisco (24 settembre 2026) è stato registrato come disegno di legge 2045.

Il percorso alle spalle è lungo. Secondo la scheda della Camera, il disegno di legge è di iniziativa del Governo, è stato presentato il 26 settembre 2025, è collegato alla manovra di finanza pubblica ed è stato esaminato dalla Commissione Giustizia dal 3 dicembre 2025 al 16 settembre 2026, insieme alla proposta A.C. 233.

Il testo è breve: 3 articoli. L'articolo 1 fissa la procedura, l'articolo 2 i principi che il Governo dovrà seguire, l'articolo 3 dice che la riforma non deve creare nuovi costi per la finanza pubblica.

Quello che conta per lo studio è la sequenza dei passaggi, che secondo la scheda della Camera e l'articolo di Edotto è questa:

  1. il Senato approva il testo; se lo modifica, serve un nuovo voto della Camera;
  2. la legge entra in vigore e da quel giorno partono i 12 mesi concessi al Governo;
  3. il Ministro della Giustizia propone il decreto legislativo, sentito il Consiglio nazionale, insieme ai Ministri dell'Università e del Lavoro per le parti di loro competenza;
  4. le Commissioni parlamentari danno il parere entro 30 giorni dall'invio dello schema;
  5. il decreto viene adottato; entro altri 12 mesi il Governo può correggerlo e integrarlo.

Fino al decreto legislativo restano in vigore le regole di oggi. Il presidente del Consiglio nazionale, Elbano de Nuccio, nel comunicato del 23 settembre 2026 ha parlato di un traguardo storico vicino e ha chiesto al Senato di chiudere l'iter nelle settimane successive.

Cosa cambia per le attività tipiche e per le società tra commercialisti?

La delega chiede al Governo di riordinare le attività riservate dalla legge e quelle tipiche della professione, cioè di dire con chiarezza che cosa fa il commercialista e che cosa può fare solo lui. Secondo la scheda della Camera (articolo 2, lettera a), durante l'esame in Commissione è stato aggiunto l'ambito giuslavoristico.

Il comunicato del Consiglio nazionale del 23 settembre 2026 elenca gli ambiti: tributario, economico aziendale, finanziario, giuslavoristico, societario e della crisi d'impresa. Secondo Edotto, il Governo dovrà distinguere le funzioni riservate per legge da quelle che possono svolgere anche altre professioni.

Il punto ha già acceso un confronto. Secondo la rassegna di Previdenza e Fisco e di revisori.it del 24 settembre 2026, i consulenti del lavoro temono di vedere toccate le proprie competenze. Il testo della delega, però, non indica ancora quali attività diventeranno riservate: lo dirà il decreto legislativo.

La lettera b riguarda l'esercizio della professione in forma associata e societaria, da disciplinare in modo organico. Per gli studi che pensano a un'associazione o a una società tra professionisti la regola pratica è semplice: la delega annuncia un riordino, non lo descrive nei dettagli. Le scelte organizzative di oggi vanno fatte con le norme in vigore oggi.

Come cambiano compensi e incompatibilità?

Sui compensi la delega conferma la libera pattuizione con il cliente, proporzionata alla prestazione, fermo restando l'equo compenso. Secondo la scheda della Camera (lettere d ed e), i parametri fissati per legge saranno aggiornati con decreto ministeriale su proposta del Consiglio nazionale.

I parametri servono soprattutto quando il compenso non è stato concordato per iscritto o quando lo deve stabilire un giudice. Un aggiornamento rende ancora più utile mettere per iscritto l'incarico: che cosa fa lo studio, per quanti adempimenti, a che prezzo e con quali tempi.

Sulle incompatibilità il cambio è di metodo. Secondo la scheda della Camera (lettere c ed l), la delega supera gli automatismi e introduce controlli successivi, nel rispetto del diritto europeo. Oggi una situazione incompatibile scatta in modo automatico; domani dovrebbe essere verificata caso per caso. Anche qui i dettagli arriveranno con il decreto.

Cosa prevede la riforma per specializzazioni e tirocinio?

Le specializzazioni avranno una disciplina organica, sia per gli iscritti nella sezione A sia per quelli della sezione B dell'Albo. Secondo la scheda della Camera (lettera q), il Governo dovrà evitare la nascita di sotto albi o di elenchi autonomi. In pratica la specializzazione sarà un titolo dentro l'Albo unico, non un Albo a parte.

Il tirocinio sarà rivisto e potrà essere svolto interamente durante la laurea magistrale (lettera r). Secondo BusinessWeekly e Edotto (24 settembre 2026), lo scopo è accorciare i tempi di accesso alla professione. Per gli studi significa una cosa concreta: i tirocinanti potrebbero arrivare prima e con il percorso universitario ancora in corso, e quindi con una presenza in studio da organizzare insieme agli orari delle lezioni.

La formazione continua, invece, non compare tra i principi della delega secondo la scheda della Camera. Gli obblighi formativi di oggi restano quelli del regolamento in vigore.

Cosa cambia per gli Ordini e per l'assicurazione professionale?

La parte più lunga della delega riguarda il funzionamento degli Ordini. Secondo la scheda della Camera (lettere da f a n e lettera t), il Governo dovrà prevedere:

  • equilibrio fra generazioni e parità di genere nelle cariche;
  • il voto telematico a distanza per le elezioni;
  • la dimensione degli Ordini territoriali legata al numero di iscritti, con una soglia minima di preferenze per la minoranza;
  • un mandato di 4 anni, con un limite di 2 mandati consecutivi;
  • nuove cause di decadenza, comprese le cariche di governo;
  • i tempi di applicazione delle nuove regole elettorali.

Ci sono poi la revisione e la semplificazione dei procedimenti disciplinari e della cancellazione dall'Albo (lettere o e p). Un punto interessa da vicino i bilanci degli studi: la lettera s prevede forme collettive di assicurazione per la responsabilità civile professionale, con oneri a carico del Consiglio nazionale. Come funzioneranno, quali massimali avranno e se sostituiranno o affiancheranno le polizze individuali lo stabilirà il decreto: fino ad allora la polizza dello studio resta quella in essere.

Cosa conviene fare oggi in studio mentre la riforma va avanti?

Oggi conviene informarsi senza cambiare nulla di quello che la legge non ha ancora cambiato. La delega fissa la direzione, il decreto fisserà le regole. Nel frattempo ci sono 4 cose utili, che non dipendono dal testo finale.

  1. Mettere per iscritto gli incarichi. Con la libera pattuizione confermata e i parametri in revisione, un incarico scritto e chiaro protegge lo studio in ogni scenario.
  2. Seguire il Senato. Il testo può essere approvato così com'è o modificato. Il Consiglio nazionale e il proprio Ordine territoriale comunicano ogni passaggio.
  3. Preparare lo studio ai tirocinanti più giovani. Procedure scritte, scadenzario condiviso e archivio ordinato rendono più semplice affiancare chi arriva dall'università.
  4. Informare i clienti con parole semplici. Molti clienti leggeranno titoli come «cambia la professione del commercialista». Una circolare breve che spiega che per ora nulla cambia evita domande e telefonate.

C'è poi un tema che la riforma non tocca ma che è già legge: l'uso dell'intelligenza artificiale nella prestazione professionale. L'articolo 13 della legge 132/2025 riserva al professionista la prestazione intellettuale e assegna all'intelligenza artificiale una funzione solo strumentale e di supporto; il professionista deve anche informare i clienti quando la usa. È il principio su cui si basano le condizioni del servizio di Commercialista AI (versione 2026-10-05a, articolo 2): ogni contenuto preparato dal programma è una proposta, e decisione, invio e responsabilità professionale restano dello studio.

In concreto, Commercialista AI lavora sul tempo che resta dopo gli adempimenti. Secondo la pagina del servizio letta il 9 ottobre 2026, il programma prepara le email con gli F24 fatti nel gestionale, mette in calendario le scadenze trovate nelle email e negli avvisi bonari, e prepara le bozze di risposta ai clienti, che partono solo dopo la conferma dello studio. Non sostituisce il gestionale, la posta o i portali, e non decide al posto del professionista. Con le circolari ai clienti, nel piano Completo, lo studio sceglie i destinatari e invia una novità normativa già scritta con la sua fonte: è il caso tipico di una notizia come questa.

La riforma dei commercialisti è già legge?

No. Al 9 ottobre 2026 la legge delega è stata approvata solo dalla Camera, il 23 settembre 2026, e attende il voto del Senato. Dopo l'entrata in vigore il Governo avrà 12 mesi per il decreto legislativo che riscrive il decreto legislativo 139/2005. Fino ad allora valgono le regole attuali.

Quando potrebbero entrare in vigore le nuove regole per lo studio?

Non c'è una data. Servono il voto del Senato, l'entrata in vigore della legge, lo schema di decreto, il parere delle Commissioni entro 30 giorni e l'adozione del decreto, il tutto entro 12 mesi dall'entrata in vigore della legge. Alcune parti, come le regole elettorali degli Ordini, avranno anche tempi di applicazione propri.

La riforma cambia i compensi del commercialista?

Non li fissa. Secondo la scheda della Camera, il compenso resta pattuito liberamente con il cliente, proporzionato alla prestazione e nel rispetto dell'equo compenso. Cambieranno i parametri di legge, aggiornati con decreto ministeriale su proposta del Consiglio nazionale, che contano soprattutto quando manca un accordo scritto.

I tirocinanti potranno fare tutto il tirocinio all'università?

La delega lo prevede come possibilità: il tirocinio potrà svolgersi interamente durante la laurea magistrale. Come si organizzerà in concreto, per esempio con quali convenzioni fra università e studi, lo dirà il decreto legislativo. Per ora valgono le regole di accesso attuali.

La riforma dice qualcosa sull'intelligenza artificiale negli studi?

Nella scheda della Camera non ci sono principi dedicati all'intelligenza artificiale. Le regole su questo tema esistono già: l'articolo 13 della legge 132/2025 riserva al professionista la prestazione intellettuale, limita l'intelligenza artificiale a un ruolo di supporto e chiede di informare i clienti quando viene usata.

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