Concordato preventivo biennale 2026-2027, circolare 8/E

Concordato preventivo biennale 2026-2027: cosa dice la circolare 8/E

Oct 12, 2026

Con la circolare n. 8/E del 6 ottobre 2026 l'Agenzia delle Entrate ha riscritto in un solo documento tutte le regole del concordato preventivo biennale, aggiornate al decreto Omnibus (decreto legislativo 148/2026). Per il biennio 2026-2027 l'adesione si invia entro il 2 novembre 2026, e chi rinnova dopo il biennio 2024-2025 ottiene benefici più ampi: visto di conformità fino a 100.000 euro per l'IVA, acconti col metodo storico, rate senza interessi.

Per uno studio questo significa una cosa molto concreta: nelle prossime 3 settimane ogni cliente soggetto agli ISA va valutato, informato e, se aderisce, seguito fino all'invio del modello. Qui sotto riassumiamo cosa dice la circolare, cosa cambia rispetto alle regole precedenti e come organizzare il lavoro dello studio senza perdere nessuno per strada.

In questa guida

Cosa dice la circolare 8/E del 6 ottobre 2026?

La circolare 8/E è la nuova guida unica sul concordato preventivo biennale: sostituisce tutte le circolari precedenti sull'argomento e raccoglie in appendice le risposte a quesiti e FAQ arrivate dalla stampa specializzata e dalle categorie. Lo dice il comunicato stampa dell'Agenzia delle Entrate del 6 ottobre 2026, firmato insieme alla circolare dal direttore Vincenzo Carbone.

Il documento, di circa 80 pagine, ripercorre l'istituto introdotto dal decreto legislativo 13/2024 e spiega le modifiche portate dall'articolo 28 del decreto Omnibus, in vigore dal 12 agosto 2026. Le modifiche toccano 7 articoli del decreto CPB: requisiti (articolo 10), cause di esclusione (articolo 11), rinnovo (articolo 14), basi imponibili concordate (articolo 19), acconti (articolo 20), cessazione (articolo 21) e decadenza (articolo 22).

Un punto da tenere a mente per i fascicoli: secondo la circolare, le novità si applicano dalle adesioni per il biennio 2026-2027. Per chi ha aderito per il 2024-2025 o il 2025-2026 restano le regole precedenti al decreto Omnibus. La stessa circolare ricorda anche che dal 1° gennaio 2027 queste disposizioni confluiranno nel nuovo Testo unico in materia di adempimenti e accertamento (decreto legislativo 141/2026).

Entro quando si aderisce e come si invia l'adesione?

Il termine per aderire alla proposta per il biennio 2026-2027 è il 2 novembre 2026. Il decreto legge 38/2026 aveva fissato il 31 ottobre 2026, ma il 31 ottobre cade di sabato e la scadenza slitta al lunedì, come precisa sia il comunicato del 6 ottobre sia la nota 108 della circolare.

Possono aderire i titolari di reddito d'impresa o di lavoro autonomo che applicano gli ISA per il 2025: sia chi aderisce per la prima volta, sia chi aveva già aderito per il 2024-2025 e vuole accettare la nuova proposta. Secondo il paragrafo 1.18 della circolare, l'adesione si trasmette in 2 modi alternativi:

  • insieme al modello ISA del periodo d'imposta 2025, allegato alla dichiarazione REDDITI 2026;
  • in modo autonomo, con il solo frontespizio di REDDITI 2026 e la casella «Comunicazione CPB» compilata con il codice 1.

La strada autonoma è utile per i clienti la cui dichiarazione è già partita: lo studio può comunque inviare l'adesione entro il termine senza rimettere mano a tutto il modello.

Sulla proposta pesano anche i limiti introdotti dal decreto legge 38/2026 e riportati al paragrafo 1.5: la proposta non può superare il reddito dell'anno precedente di oltre il 10% con punteggio ISA pari a 10, il 15% tra 9 e 10, il 25% tra 8 e 9, il 30% tra 6 e 8, il 35% sotto 6. Prima esistevano soglie solo per i punteggi più alti.

Cosa cambia per chi rinnova il concordato?

Chi ha aderito per il 2024-2025 e rinnova per il 2026-2027 ottiene benefici più forti di quelli ordinari. Il paragrafo 1.12.1 della circolare li elenca uno per uno, al posto dei benefici premiali ordinari:

  • esonero dal visto di conformità per compensare crediti fino a 100.000 euro annui di IVA (prima 70.000) e fino a 70.000 euro annui di imposte dirette e IRAP (prima 50.000);
  • esonero dal visto o dalla garanzia per i rimborsi IVA fino a 100.000 euro annui (prima 70.000);
  • termini di decadenza per l'accertamento anticipati di 2 anni, invece che di almeno 1;
  • rateizzazione senza interessi di saldo e acconto per i periodi d'imposta del concordato.

C'è poi la novità sugli acconti (paragrafo 1.14.1): chi rinnova può calcolarli con il metodo storico, senza la maggiorazione prevista dall'articolo 20 del decreto CPB. La circolare spiega che il primo anno di rinnovo va letto come la prosecuzione del concordato precedente, non come il primo anno di uno nuovo.

Infine, l'articolo 29 del decreto Omnibus apre a chi rinnova la possibilità di regolarizzare le annualità dal 2020 al 2023, anche una sola, con un'imposta sostitutiva calcolata sul punteggio ISA e ridotta del 30% per il 2020 e il 2021. Secondo la nota 85 della circolare, il versamento si fa in un'unica soluzione tra il 1° gennaio e il 15 marzo 2027, oppure in massimo 10 rate mensili con interessi al tasso legale dal 16 marzo 2027.

Requisiti, esclusioni e decadenza: cosa cambia col decreto Omnibus?

Il decreto Omnibus cambia soprattutto le conseguenze degli errori. La circolare ne segnala 3 da verificare cliente per cliente.

Requisiti mancanti. Dal biennio 2026-2027, se mancano i requisiti dell'articolo 10, l'adesione è «priva di effetti» fin dall'origine (paragrafo 1.6.1). Prima il contribuente decadeva; ora è come se non avesse mai aderito. Un controllo dei requisiti prima dell'invio diventa quindi ancora più importante.

Soci e associazioni professionali. In caso di rinnovo, l'ingresso di soci o associati che l'anno prima avevano redditi di lavoro dipendente, o redditi d'impresa e di lavoro autonomo fino a 35.000 euro, non è più causa di esclusione (paragrafo 1.7.1). Per le società tra professionisti e tra avvocati l'esclusione scatta solo se l'attività ricade nello stesso ISA applicato dal socio. Le stesse regole valgono per le cause di cessazione (paragrafo 1.9.6).

Decadenza. Secondo il paragrafo 1.11.1, un errore nei dati comunicati per la proposta fa decadere solo se, dopo un accertamento sul periodo precedente, il reddito corretto risulta superiore di almeno il 30% a quello concordato. Spariscono le vecchie ipotesi legate a dichiarazioni integrative o a dati non corrispondenti.

Come organizzare il lavoro dello studio fino al 2 novembre?

La circolare chiarisce le regole; il lavoro vero resta organizzativo. Con molti clienti ISA e 3 settimane a disposizione, il rischio non è sbagliare la norma ma dimenticare qualcuno. Uno schema in 5 passi aiuta.

  1. Elenco dei clienti interessati. Si separano chi ha aderito per il 2024-2025 (candidati al rinnovo, con i benefici più ampi) da chi valuta l'adesione per la prima volta.
  2. Proposta e simulazione. Per ciascuno si scarica la proposta dal software dell'Agenzia e la si confronta con l'andamento atteso, tenendo conto dei limiti per punteggio ISA.
  3. Comunicazione al cliente. Una circolare breve per tutti, con scadenza e benefici, poi una comunicazione personale con i numeri del singolo cliente.
  4. Raccolta delle decisioni. Chi aderisce, chi no, chi non ha ancora risposto. Senza un registro, gli ultimi giorni di ottobre diventano una caccia alle email.
  5. Invio e conferma. Trasmissione con REDDITI o in modo autonomo, poi conferma scritta al cliente con la ricevuta.

I passi 2 e 5 restano nel software dell'Agenzia e nel gestionale dello studio. I passi 3 e 4, cioè informare tutti e tenere traccia delle risposte, sono quelli che consumano più tempo e dove un aiuto automatico serve davvero.

Dove aiuta l'intelligenza artificiale e dove no?

L'intelligenza artificiale non decide se a un cliente conviene aderire e non invia il modello CPB: la valutazione professionale e la trasmissione restano allo studio. Lo dice anche la legge 132/2025 all'articolo 13, che lascia la prestazione intellettuale al professionista e consente l'intelligenza artificiale solo come supporto.

Dove può togliere lavoro è nella parte ripetitiva. In Commercialista AI, quando esce una novità importante, la circolare per i clienti arriva già pronta con la fonte ufficiale, e lo studio sceglie a quali clienti mandarla. Le risposte dei clienti finiscono nella posta del programma, che prepara una bozza di risposta nel tono dello studio: parte solo dopo che il professionista l'ha letta e confermata. Le date da rispettare compaiono nella sezione Scadenze, in elenco o in calendario.

Il programma lavora accanto al gestionale e non lo sostituisce: il calcolo della proposta e l'invio all'Agenzia si fanno con gli strumenti di sempre. Per una scadenza come quella del 2 novembre, il guadagno sta nel non dover scrivere a mano decine di email uguali e nel vedere in un colpo d'occhio chi ha risposto e chi no.

Entro quando si aderisce al concordato preventivo biennale 2026-2027?

Entro il 2 novembre 2026. Il termine di legge è il 31 ottobre 2026, fissato dal decreto legge 38/2026, ma quel giorno è sabato e la scadenza passa al lunedì successivo, come conferma la circolare 8/E del 6 ottobre 2026. Per chi ha un periodo d'imposta non coincidente con l'anno solare vale l'ultimo giorno del decimo mese successivo alla chiusura.

Si può aderire al concordato se la dichiarazione è già stata inviata?

Sì. Secondo il paragrafo 1.18 della circolare 8/E, l'adesione si può trasmettere in modo autonomo, con il solo frontespizio del modello REDDITI 2026 e la casella «Comunicazione CPB» compilata con il codice 1. In alternativa si invia insieme al modello ISA allegato alla dichiarazione.

Quali benefici ha chi rinnova il concordato per il 2026-2027?

Chi rinnova dopo il biennio 2024-2025 ottiene l'esonero dal visto di conformità fino a 100.000 euro annui per l'IVA e fino a 70.000 euro per imposte dirette e IRAP, l'esonero da visto o garanzia per i rimborsi IVA fino a 100.000 euro, termini di accertamento anticipati di 2 anni, rate senza interessi e acconti col metodo storico senza maggiorazione.

Cosa succede se un cliente aderisce senza avere i requisiti?

Dal biennio 2026-2027 l'adesione senza i requisiti dell'articolo 10 del decreto CPB è priva di effetti fin dall'inizio: non si parla più di decadenza, perché l'adesione è come se non fosse mai avvenuta. Lo spiega il paragrafo 1.6.1 della circolare 8/E. Per questo conviene verificare i requisiti prima dell'invio.

L'intelligenza artificiale può decidere se conviene aderire al concordato?

No. La scelta richiede una valutazione professionale sui numeri del cliente e resta al commercialista, come prevede l'articolo 13 della legge 132/2025. L'intelligenza artificiale aiuta nella parte ripetitiva: preparare la circolare per i clienti, proporre le risposte alle loro domande e tenere in ordine le scadenze, sempre con la conferma dello studio prima di ogni invio.

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