Decreto CPB 2026 e circolare del commercialista scritta con l'intelligenza artificiale

Decreto CPB, la circolare del commercialista con l'intelligenza artificiale

Sep 23, 2026

Il decreto legislativo 148 del 2026 e la guida operativa del 16 settembre 2026 cambiano alcune regole del concordato preventivo biennale, e ogni studio deve spiegarlo ai clienti giusti prima della scadenza del 31 ottobre 2026. L'intelligenza artificiale non legge il decreto al posto del commercialista, ma prepara il testo, lo invia a chi deve riceverlo e segue chi ha aperto e chi non ha ancora risposto.

Sommario

Cosa cambia con il decreto sul concordato preventivo biennale

Il decreto legislativo 148 del 7 agosto 2026, il cosiddetto decreto Omnibus fiscale, ha modificato le condizioni di accesso, le cause di decadenza e i vantaggi del concordato preventivo biennale per il biennio 2026 e 2027. Una novità concreta riguarda chi aderisce senza avere i requisiti giusti, per il quale l'adesione ora è semplicemente priva di effetti, non più una decadenza con conseguenze più pesanti. Il 16 settembre 2026 il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e l'Agenzia delle Entrate hanno pubblicato insieme una guida operativa che riepiloga tutta la disciplina, sia per chi aderisce per la prima volta sia per chi rinnova dopo il biennio 2024 e 2025.

Sono esattamente le pagine che, in uno studio, qualcuno deve leggere per intero, capire a quali clienti si applicano e trasformare in una circolare comprensibile. Il decreto da solo non dice nulla al cliente. Serve chi lo traduce.

Come nasce oggi in studio la circolare per i clienti

Nella maggior parte degli studi il percorso è sempre lo stesso. Esce un decreto o una circolare dell'Agenzia delle Entrate, spesso lunga decine di pagine. Una persona la legge, individua i clienti che aderiscono o che potrebbero aderire al concordato, scrive un testo più semplice, lo manda per email, uno per uno o a gruppi, e poi controlla chi ha risposto e chi va richiamato. Con un decreto come quello di agosto, che tocca direttamente scadenze e vantaggi fiscali di centinaia di clienti in concordato, questo lavoro pesa su tutto lo studio nella stessa settimana in cui arrivano anche le scadenze ordinarie.

Secondo l'indagine della Fondazione Nazionale dei Commercialisti ripresa da Ansa il 22 ottobre 2025, il 34,1% degli studi usa già l'intelligenza artificiale in qualche parte del proprio lavoro, e il 71,9% prevede di adottarla entro tre anni. La circolare ai clienti è una delle attività dove il compito ripetitivo, scrivere e mandare lo stesso messaggio a decine di destinatari diversi, si presta bene a essere affiancato da uno strumento, mentre la lettura e l'interpretazione del decreto restano un lavoro professionale.

Cosa fa da sola l'intelligenza artificiale nella circolare

Su commercialista-ai.davidecaiazzo.it la funzione si chiama proprio Circolari ai clienti. Il commercialista scrive il testo una volta, sceglie chi deve riceverlo tra i clienti già inseriti nello strumento, e da quel momento l'invio e il controllo di chi ha ricevuto e chi non ha ancora aperto l'email vengono seguiti automaticamente. Non serve rimandare a mano lo stesso messaggio a ogni cliente né tenere un elenco a parte di chi manca.

Per un caso come il decreto sul concordato, questo significa poter separare subito i clienti già in concordato 2024 e 2025, che devono decidere se rinnovare, dai clienti che valutano l'adesione per la prima volta al biennio 2026 e 2027, mandando a ciascun gruppo un testo diverso, con la stessa scadenza in evidenza.

Nella pratica il commercialista scrive due bozze corte, una per chi rinnova e una per chi valuta il primo accesso, e le affida allo strumento con l'elenco dei clienti giusti per ciascuna. Da quel momento in poi non serve più ricordarsi chi ha già ricevuto l'avviso, perché lo studio vede subito chi ha aperto l'email e chi non ha ancora risposto, ed è quella lista, non un promemoria scritto a mano su un foglio a parte, il punto da cui ripartire quando manca una settimana alla scadenza del 31 ottobre.

Cosa resta sempre al commercialista

La lettura del decreto e della guida operativa, il capire quali clienti sono davvero coinvolti e quale consiglio dare a ciascuno, resta un lavoro che lo strumento non fa. L'intelligenza artificiale prepara la bozza del testo da inviare, ma il contenuto tecnico, i numeri, l'interpretazione delle nuove regole di decadenza, li decide il professionista prima di premere invio. È la stessa distinzione che regola l'intero rapporto tra lo studio e questi strumenti, ed è anche il punto su cui la legge 132 del 2025 chiede un'informativa chiara al cliente quando lo studio usa l'intelligenza artificiale nel proprio lavoro.

La scadenza del 31 ottobre 2026, chi deve saperlo

La guida operativa CNDCEC e Agenzia delle Entrate del 16 settembre 2026 fissa al 31 ottobre 2026, per i contribuenti con periodo d'imposta coincidente con l'anno solare, il termine per aderire al concordato preventivo biennale 2026 e 2027 o per revocare un'adesione già data. Non è una scadenza piccola. Nel primo anno del concordato avevano aderito 584.565 partite Iva, il 13% della platea potenziale secondo i dati ripresi da Il Fatto Quotidiano il 2 ottobre 2025, e ogni studio ha quindi un gruppo di clienti concreto a cui questa circolare serve davvero, non un adempimento teorico.

Chi rinnova dopo il biennio 2024 e 2025 trova anche un vantaggio aggiunto dal decreto, la possibilità di accedere al ravvedimento speciale per le annualità 2020 e 2023, insieme a un trattamento premiale rafforzato sugli indici di affidabilità fiscale. Sono dettagli che vale la pena mettere in una riga a parte nella circolare, proprio perché cambiano la convenienza per chi deve decidere entro fine ottobre.

Cosa l'intelligenza artificiale non fa

Lo strumento non si collega al gestionale dello studio, non produce file XML, non manda nulla allo SdI e non decide al posto del professionista quale consiglio dare al cliente. Le risposte proposte alle domande dei clienti richiedono sempre una conferma umana prima di partire, e lo stesso vale per il contenuto della circolare, che lo strumento prepara ma non invia senza che qualcuno l'abbia letta. Per uno studio con TeamSystem, Zucchetti o Profis, questo significa che il gestionale resta il punto dove nascono le dichiarazioni e le registrazioni, mentre la comunicazione ai clienti può stare fuori, come attività separata.

Quanto tempo serve per scrivere una circolare come questa con l'intelligenza artificiale?

Il tempo che resta è quello della lettura del decreto e della decisione su chi deve riceverla, che è lavoro del professionista. La scrittura del testo finale e l'invio a più clienti insieme, con il controllo di chi ha risposto, si fanno nello stesso tempo che serve oggi a scrivere una sola email, non una per cliente.

Il decreto sul concordato preventivo biennale riguarda tutti i clienti dello studio?

No. Riguarda i clienti che applicano gli indici sintetici di affidabilità fiscale o il regime forfettario e che sono già in concordato per il 2024 e il 2025, oppure che lo stanno valutando per la prima volta per il 2026 e il 2027. È il motivo per cui separare i destinatari della circolare per gruppo, invece di mandare lo stesso testo a tutti, evita confusione.

L'intelligenza artificiale può leggere il decreto e capire da sola chi coinvolge?

Può aiutare a riassumere un testo lungo, ma la decisione su quali clienti sono davvero coinvolti dalle nuove regole di decadenza e dai vantaggi del rinnovo resta un giudizio professionale. Lo strumento si occupa della fase successiva, cioè scrivere e mandare la circolare una volta che lo studio ha deciso il contenuto e i destinatari.

Cosa succede se un cliente non risponde alla circolare prima del 31 ottobre 2026?

Resta fuori dal concordato per il biennio 2026 e 2027, oppure, se era già in concordato, non rinnova. Per questo la circolare serve non solo a informare ma anche a lasciare una traccia di chi ha ricevuto l'avviso e chi non ha ancora risposto, così lo studio sa a chi ricordarlo prima della scadenza.

Serve cambiare il gestionale dello studio per usare questa funzione?

No. Il gestionale resta dove nascono le dichiarazioni, le registrazioni e i file per l'Agenzia delle Entrate. La circolare ai clienti è una comunicazione, non un adempimento fiscale, e può essere gestita a parte senza toccare il resto del lavoro dello studio.

Fino al 30 settembre 2026, il webinar gratuito delle 18:30 mostra dal vivo come uno studio prepara e manda una circolare come questa senza cambiare il proprio modo di lavorare. Il link per iscriversi è commercialisti.davidecaiazzo.it.

PROVA COMMERCIALISTA AI GRATIS

Se vuoi vedere prima come si adatta al tuo studio, PRENOTA LA TUA CALL STRATEGICA GRATUITA.