Antiriciclaggio: l'adeguata verifica dello studio commercialista con l'intelligenza artificiale
Oct 04, 2026Con l'intelligenza artificiale lo studio commercialista può togliere all'adeguata verifica antiriciclaggio la parte di raccolta: questionari inviati al cliente, documenti d'identità caricati dal cliente stesso, dichiarazioni firmate con un codice, scadenze dei documenti registrate nel fascicolo. La valutazione del rischio e la decisione restano al professionista, come chiedono il decreto legislativo 231/2007 e il Consiglio nazionale.
L'antiriciclaggio è uno dei lavori che uno studio non può delegare e che allo stesso tempo assorbe ore di segreteria: moduli da mandare, documenti scaduti da richiedere, titolari effettivi da ricostruire, fascicoli da tenere ordinati per 10 anni. In questa guida separiamo con precisione le due metà del lavoro, quella che si può automatizzare e quella che resta al commercialista, partendo dalle regole del Consiglio nazionale e da come funziona oggi la sezione Antiriciclaggio di Commercialista AI.
Sommario
- Cosa fa oggi lo studio a mano
- Le regole: d.lgs. 231/2007 e la modulistica CNDCEC 2026
- Cosa può fare l'automazione
- Il fascicolo del cliente, passo per passo
- Cosa resta al professionista
- Dati sensibili e intelligenza artificiale
- Domande frequenti
Cosa fa oggi a mano lo studio per l'adeguata verifica?
Raccoglie, controlla e archivia, cliente per cliente. Per ogni nuovo incarico la segreteria prepara il questionario, lo manda via email o lo consegna di persona, aspetta che torni compilato, chiede la copia del documento d'identità del cliente e dell'eventuale esecutore, ricostruisce i titolari effettivi della società, raccoglie la dichiarazione sull'origine dei fondi quando serve.
Poi c'è la parte che si dimentica più spesso: i documenti scadono. Una carta d'identità rinnovata, un cambio di amministratore, una nuova quota societaria rendono vecchio il fascicolo. Il controllo costante del rapporto chiede di aggiornarlo, e in molti studi l'unico promemoria è la memoria della persona che segue il cliente.
Il risultato è un lavoro di carta e di rincorse, fatto spesso nei giorni di picco, che non produce consulenza ma che deve essere impeccabile, perché in caso di controllo il fascicolo è la prova di ciò che lo studio ha fatto.
Quali regole valgono nel 2026 per i commercialisti?
Il riferimento resta il decreto legislativo 231/2007, applicato secondo le Regole tecniche approvate dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti il 16 gennaio 2025. Con l'informativa 57/2026 del 26 marzo 2026 il Consiglio nazionale ha diffuso agli Ordini la nuova modulistica e le indicazioni operative per compilarla, approvate nella seduta del 18 marzo 2026, come riportato da Fiscal Focus.
La modulistica copre l'autovalutazione del rischio dello studio, l'adeguata verifica della clientela, l'individuazione del titolare effettivo, il controllo costante e la conservazione. Il termine per aggiornare l'autovalutazione del rischio dello studio era fissato al 27 maggio 2026.
C'è una frase delle indicazioni del Consiglio nazionale che vale la pena tenere a mente prima di parlare di automazione: gli adempimenti antiriciclaggio non possono essere ricondotti a schemi automatici o a presunzioni generalizzate, perché richiedono una valutazione concreta e motivata del professionista. È il confine giusto. L'intelligenza artificiale non deve decidere il rischio di un cliente, deve far arrivare sul tavolo del professionista un fascicolo completo e in ordine.
Sulla conservazione, l'informativa privacy di Commercialista AI ricorda che i documenti antiriciclaggio si conservano per 10 anni dalla cessazione del rapporto professionale o dall'esecuzione dell'operazione, secondo gli articoli 31 e 32 del decreto.
Cosa può fare l'automazione, e cosa no?
Può fare tutto il giro della raccolta. Secondo l'informativa privacy del servizio, quando lo studio usa i moduli e il portale per l'adeguata verifica, il programma gestisce i dati identificativi del cliente, dell'esecutore e dei titolari effettivi, le risposte ai questionari, le dichiarazioni richieste dallo studio, le informazioni su prestazione, rischio e origine delle risorse, i documenti caricati compresi quelli d'identità, le versioni dei documenti e le copie con le relative attestazioni.
In pratica il cliente riceve il questionario, risponde, carica i documenti e conferma le dichiarazioni con un codice monouso inviato alla sua casella email. Ogni passaggio resta registrato con data e ora. Nella sezione Antiriciclaggio, come descrive la pagina Come si usa, lo studio apre i fascicoli e controlla documenti e scadenze.
Ci sono anche cose che il programma dichiara di non fare, e vanno dette con la stessa chiarezza:
- il codice monouso documenta il controllo della casella email scelta, non prova da solo l'identità o i poteri del firmatario e non è una firma elettronica avanzata o qualificata;
- il caricamento di un documento d'identità non ne verifica in automatico autenticità o titolarità;
- il servizio non è conservazione a norma e non garantisce la disponibilità dei documenti dopo la cessazione dell'account;
- la valutazione del rischio e la decisione sull'incarico restano dello studio.
Come si costruisce il fascicolo del cliente, passo per passo?
Partendo dalla scheda del cliente già presente nello studio. Il flusso tipico, con l'automazione, segue 5 passaggi.
Primo, lo studio apre il fascicolo antiriciclaggio del cliente e sceglie cosa chiedere: questionario, documento d'identità, dichiarazione sul titolare effettivo, dichiarazione sull'origine dei fondi quando la prestazione lo richiede. Secondo, il cliente riceve la richiesta e risponde dal portale, senza stampare né scansionare moduli in studio. Terzo, il cliente conferma le dichiarazioni con il codice monouso. Quarto, il professionista apre il fascicolo, controlla gli originali, valuta il rischio e decide. Quinto, il fascicolo resta con le date di decorrenza e di scadenza dei documenti, ed è esportabile in qualsiasi momento.
Il guadagno di tempo sta nei primi 3 passaggi e nell'ultimo, cioè proprio nella parte che oggi richiede email, telefonate e fotocopie. Il quarto passaggio, quello professionale, non si accorcia e non deve accorciarsi: diventa però l'unico su cui il commercialista spende davvero la propria attenzione.
Il tema è sentito. Secondo l'indagine della Fondazione Nazionale dei Commercialisti ripresa dall'Ansa il 22 ottobre 2025, il 34,1% degli studi usa già l'intelligenza artificiale e il 71,9% prevede di usarla entro 3 anni. Fuori dalla professione la diffusione è più bassa: secondo l'Istat, nel rapporto Imprese e Ict 2025, la usa il 16,4% delle imprese con almeno 10 addetti.
Cosa resta sempre al commercialista?
Tutto ciò che è giudizio. L'autovalutazione del rischio dello studio, la profilatura del singolo cliente, la scelta tra verifica semplificata, ordinaria o rafforzata, l'eventuale astensione, la valutazione di una segnalazione di operazione sospetta. Nessuna di queste attività può essere affidata a un algoritmo, e il Consiglio nazionale lo scrive in modo esplicito.
Resta al professionista anche il controllo degli originali. Il fatto che un documento d'identità sia stato caricato non dice che sia autentico né che appartenga a chi lo ha caricato: è lo studio che lo confronta, come in passato faceva con la fotocopia consegnata allo sportello.
Infine resta la conservazione a norma. Il fascicolo esportato dal programma, in PDF e CSV, va archiviato nel sistema di conservazione dello studio. Così l'obbligo dei 10 anni non dipende dalla durata di un abbonamento.
Dati penali, dati sensibili e intelligenza artificiale: cosa succede?
I dati relativi a condanne penali e reati non vengono inviati alle funzioni di intelligenza artificiale. L'informativa privacy del servizio precisa che possono essere chiesti soltanto nel percorso dedicato, dopo che il professionista ha valutato e documentato necessità, finalità e base giuridica, e solo dagli studi che hanno accettato la versione delle condizioni che lo prevede.
Le dichiarazioni obbligatorie e i consensi facoltativi sono tenuti distinti: un consenso facoltativo non è mai preimpostato né dedotto dalla firma. Per gli studi che lavorano con clienti delicati è un dettaglio importante, perché evita che un modulo unico mescoli adempimento di legge e autorizzazioni commerciali.
Lo studio resta titolare dei dati dei propri clienti, mentre DC Academy li tratta come responsabile secondo l'articolo 28 del Regolamento europeo sulla protezione dei dati, con l'obbligo di segreto esteso anche alle informazioni raccolte per l'adeguata verifica, come scritto nelle condizioni del servizio.
L'intelligenza artificiale può fare l'adeguata verifica al posto del commercialista?
No. Può raccogliere questionari, documenti e dichiarazioni e tenerli in ordine nel fascicolo. La valutazione del rischio e la decisione restano al professionista, come ricordano il decreto legislativo 231/2007 e le indicazioni operative del Consiglio nazionale.
Il codice inviato via email vale come firma del cliente?
No. Il codice monouso documenta che il cliente controlla quella casella email. Non prova da solo identità o poteri del firmatario e non è una firma elettronica avanzata o qualificata, come precisa l'informativa privacy del servizio.
Per quanto tempo vanno conservati i documenti antiriciclaggio?
Per 10 anni dalla cessazione del rapporto professionale o dall'esecuzione dell'operazione, secondo gli articoli 31 e 32 del decreto legislativo 231/2007. La conservazione a norma resta a carico dello studio: il programma permette di esportare il fascicolo.
I documenti d'identità caricati vengono verificati in automatico?
No. Il caricamento non ne verifica autenticità o titolarità. Il controllo degli originali resta allo studio, esattamente come quando il cliente consegnava una fotocopia in segreteria.
Serve la modulistica CNDCEC se si usa un programma?
La modulistica del Consiglio nazionale è uno strumento di supporto, non un modello obbligatorio. Il programma organizza la raccolta, ma i contenuti delle richieste e le valutazioni restano scelte dello studio, coerenti con le Regole tecniche del 16 gennaio 2025.
Puoi guardare Commercialista AI su uno studio di esempio, senza registrarti. Sul tuo studio si parte da 79 € al mese più IVA e, se nel primo mese non ti convince, ti rimborsiamo il mese.
Preferisci parlarne con il nostro team? Prenota una call strategica sull'intelligenza artificiale per il tuo studio.