Come un notaio usa l'intelligenza artificiale

Come un notaio usa l'intelligenza artificiale

Aug 09, 2026

Meno del 12 per cento degli studi notarili italiani usa oggi in modo strutturato l'intelligenza artificiale, secondo l'analisi di Tommaso Maria Ricci del 14 maggio 2026, contro il 38 per cento degli studi legali e oltre il 70 per cento delle grandi società di consulenza. Eppure la redazione di un atto standard, la parte più ripetitiva del lavoro in studio, è esattamente il tipo di attività che un assistente di intelligenza artificiale può accelerare senza toccare la firma e la responsabilità, che restano sempre del notaio. In questo articolo vediamo cosa fa oggi concretamente l'intelligenza artificiale in uno studio notarile, cosa non può fare, e come introdurla senza rischi.

Sommario

Cosa fa oggi l'intelligenza artificiale in uno studio notarile

Nella pratica di uno studio notarile italiano, con in media da 1 a 3 notai associati e da 4 a 7 collaboratori secondo lo stesso studio di maggio 2026, l'intelligenza artificiale oggi lavora su 3 fronti concreti. Il primo è la stesura di una prima bozza dell'atto a partire da un modello e dai dati della pratica. Il secondo è il controllo incrociato della documentazione raccolta prima della firma, visure, planimetrie, certificati. Il terzo è la ricerca di prassi e orientamenti su casi non standard, per accelerare l'istruttoria senza sostituirsi al giudizio professionale. Nessuno di questi 3 usi comporta che l'intelligenza artificiale firmi, autentichi o decida al posto del notaio.

Redigere l'atto più in fretta, sempre sotto la penna del notaio

La preparazione della bozza è l'attività a più alto volume in uno studio notarile, e resta il caso d'uso principale dell'intelligenza artificiale nel settore. Secondo i dati riportati da Tommaso Maria Ricci il 14 maggio 2026, un software di intelligenza artificiale applicato alla redazione taglia fino al 60 per cento il tempo necessario per preparare una bozza standard e riduce di una percentuale a doppia cifra gli errori formali, quelli che nascono da una clausola dimenticata o da un riferimento normativo non aggiornato. Il notaio parte da una bozza già coerente con i dati della pratica invece che da un modello vuoto, ma legge, corregge e firma esattamente come prima. Il 13 aprile 2026 Wolters Kluwer ha lanciato NotaioNext Expert AI, un modulo di intelligenza artificiale integrato nel gestionale NotaioNext già in uso in molti studi italiani, secondo quanto riportato da Ansa, e Zucchetti offre una piattaforma equivalente chiamata Novia. Questi strumenti non sono più prototipi sperimentali, sono moduli integrati nel software gestionale che uno studio probabilmente ha già.

Controllare la documentazione prima della firma

Prima di ogni atto lo studio raccolta e verifica un fascicolo di documenti, visure catastali e ipotecarie, planimetrie, certificati di conformità, identità delle parti. È un lavoro meccanico ma delicato, perché un'incongruenza sfuggita in questa fase può bloccare l'atto o generare un contenzioso dopo la firma. L'intelligenza artificiale legge questi documenti, li confronta tra loro e segnala le incoerenze, un indirizzo diverso tra planimetria e visura, una data di conformità scaduta, un dato anagrafico che non torna, lasciando poi alla segreteria e al notaio la verifica finale. Il vantaggio non è saltare il controllo umano, è arrivarci con meno lavoro di lettura manuale e più tempo per i casi che meritano davvero attenzione.

L'obbligo di trasparenza scattato il 2 agosto 2026

Dal 2 agosto 2026 sono in vigore i nuovi obblighi di trasparenza del regolamento europeo sull'intelligenza artificiale, come chiarito dai comunicati della Commissione Europea del 31 luglio e del 2 agosto 2026. Chiunque metta un cliente in condizione di parlare con un sistema automatico, una chatbot di primo contatto sul sito dello studio, un assistente vocale per la segreteria, deve dichiararlo in modo chiaro, e lo stesso vale per un testo, un'immagine o un audio generato artificialmente che venga usato pubblicamente. Le sanzioni previste dal regolamento arrivano fino a 15 milioni di euro o al 3 per cento del fatturato globale annuo. Per uno studio notarile la conseguenza pratica è semplice: se sul sito o al telefono c'è un assistente automatico, va detto esplicitamente, con una frase chiara prima che la conversazione inizi.

Quanto sono avanti i notai italiani

Il Consiglio Nazionale del Notariato ha pubblicato linee guida interne che indicano una posizione precisa: l'intelligenza artificiale va usata esclusivamente come strumento di supporto, con piena trasparenza verso il cliente, e con il notaio che mantiene sempre il controllo pieno della decisione finale. Sul fronte dell'adozione, la crescita è reale ma parte da un punto basso: dal 9 per cento del 2025 rilevato dall'Osservatorio Innovazione Digitale del Politecnico di Milano a una stima tra il 12 e il 14 per cento per il 2026 secondo Notartel. Per capire dove posizionarsi, conviene guardare 3 strade diverse.

StradaCosa significaPer chi ha senso
Assistente genericoChatGPT o Claude usati manualmente per bozze e ricerche, senza integrazione nel gestionaleStudi piccoli che vogliono partire senza investimento, con supervisione stretta su ogni output
Modulo verticale nel gestionaleStrumenti dedicati come NotaioNext Expert AI o Novia, integrati nel software già in usoStudi con volumi medio alti che vogliono ridurre i tempi di redazione senza cambiare processo
Progetto su misuraAutomazione costruita sui flussi specifici dello studio, con controlli e log personalizzatiStudi grandi o associati con esigenze di compliance e tracciabilità più complesse

5 passi per introdurla nello studio

Primo, scegliere un solo caso d'uso per partire, la bozza degli atti standard è quello con il ritorno più immediato. Secondo, coinvolgere un collaboratore che segua da vicino i primi 20 o 30 atti generati con l'intelligenza artificiale e confronti ogni bozza con quella scritta a mano, per misurare davvero il tempo risparmiato e gli errori evitati. Terzo, scrivere una regola interna semplice su cosa l'intelligenza artificiale può fare e cosa no, distribuita a tutto lo studio, coerente con le linee guida del Consiglio Nazionale del Notariato. Quarto, aggiungere l'informativa di trasparenza richiesta dal 2 agosto 2026 su sito e centralino prima di attivare qualsiasi assistente automatico rivolto al pubblico. Quinto, dopo 60 o 90 giorni fare un bilancio con numeri reali, tempo medio di redazione prima e dopo, numero di correzioni necessarie, e decidere se estendere l'uso ad altri tipi di atto.

Errori da evitare e quanto costa

L'errore più comune è trattare la bozza generata dall'intelligenza artificiale come definitiva e saltare la rilettura, proprio l'abitudine che le linee guida del Consiglio Nazionale del Notariato chiedono di non prendere. Il secondo errore è non informare i clienti quando un assistente automatico interagisce con loro, un obbligo che dal 2 agosto 2026 non è più opzionale. Il terzo è scegliere uno strumento generico per dati sensibili senza verificarne la conformità al regolamento sulla protezione dei dati personali, un punto su cui il Garante Privacy è intervenuto con provvedimenti nel 2024 e nel 2025. Sui costi, un assistente generico parte da zero o da pochi euro al mese per le versioni professionali; un modulo verticale integrato nel gestionale ha un costo aggiuntivo sull'abbonamento del software già in uso, variabile da fornitore a fornitore; un progetto su misura richiede un investimento iniziale più alto ma è l'unica strada quando servono controlli e tracciabilità personalizzati. In tutti e 3 i casi, il Voucher Doppia Transizione di Unioncamere mette a disposizione 150 milioni di euro fino al 2029 e copre fino al 70 per cento delle spese di adozione di tecnologie digitali, intelligenza artificiale compresa, con domande aperte dall'8 luglio 2026 sulla piattaforma ReStart di InfoCamere.

L'intelligenza artificiale può sostituire il notaio?

No. La funzione notarile, l'autenticazione, il controllo di legalità e la responsabilità dell'atto restano per legge esclusivamente del notaio. L'intelligenza artificiale prepara bozze e controlla documenti, ma non firma e non decide.

È legale usare l'intelligenza artificiale per redigere un atto notarile?

Sì, a condizione che resti uno strumento di supporto sotto la supervisione del professionista, come indicano le linee guida interne del Consiglio Nazionale del Notariato, e che sia rispettato l'obbligo di trasparenza verso i clienti scattato il 2 agosto 2026 quando un assistente automatico interagisce con il pubblico.

Quanto costa introdurre l'intelligenza artificiale in uno studio notarile?

Si va da pochi euro al mese per un assistente generico a un costo aggiuntivo sull'abbonamento del gestionale per un modulo verticale come NotaioNext Expert AI o Novia, fino a un progetto su misura per studi più grandi. Il Voucher Doppia Transizione di Unioncamere copre fino al 70 per cento della spesa.

Cosa dice il regolamento europeo sull'intelligenza artificiale per i notai?

Dal 2 agosto 2026 impone la trasparenza verso l'utente quando interagisce con un sistema automatico o con contenuti generati artificialmente, con sanzioni fino a 15 milioni di euro o al 3 per cento del fatturato globale. Non impone il divieto d'uso, impone di dichiararlo chiaramente.

Da dove conviene iniziare in uno studio notarile?

Dalla bozza degli atti standard, l'attività a più alto volume e il caso d'uso con il ritorno più rapido, misurato su un primo gruppo di 20 o 30 atti prima di estendere l'uso ad altre attività dello studio.

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